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↳ Notre-Dame 2026 · Il Saluto Militare · Apollo 16 - Alan Turing - Nautilus - Calypso - Salvo D'Acquisto ANMCRI - Salvatore Todaro
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Una storia che ci ricorda perché è importante non dimenticare
Un ringraziamento e una riflessione di Antonio Biancardi
Ringrazio l'amico e collega Ivan Velardi per aver voluto affidare a Scripta Humanitas questo prezioso contributo dedicato a Salvatore Todaro.
L'ho letto con particolare piacere perché vi ho ritrovato pienamente lo spirito con cui è nata Soccorrere la Memoria: riportare alla luce uomini, gesti e storie che il tempo rischia di lasciare indietro.
C'è un passaggio, tra gli altri, che mi ha fatto riflettere. Quando il tenente Caudron chiese a Todaro perché avesse rischiato tanto per salvare uomini che appartenevano al campo avversario, la risposta fu semplice:
«Sono un uomo di mare come lei.»
Forse è proprio in quelle poche parole che si comprende la forza della sua scelta.
Todaro non rifiutava la guerra. Ivan lo racconta con chiarezza: era un ufficiale combattente e avrebbe continuato a combattere. Ma, terminato lo scontro, davanti a lui non c'erano più soltanto uomini appartenenti al nemico. C'erano dei naufraghi. Uomini in pericolo.
È questo aspetto della storia che sento particolarmente vicino. E credo sia anche uno dei motivi per cui il contributo di Ivan trova una collocazione così naturale in Scripta Humanitas.
Ivan ed io siamo entrambi uomini di Croce Rossa, accomunati da quella stessa Croce sotto la quale abbiamo scelto di servire. Ivan, inoltre, è Istruttore di Diritto Internazionale Umanitario. Non posso quindi non riconoscere, nel modo in cui ha scelto di raccontare Todaro, una sensibilità che nasce anche da valori che condividiamo.
Per chi appartiene alla Croce Rossa, infatti, è difficile leggere quella scelta senza ritrovare qualcosa che richiama un principio più grande delle uniformi e degli schieramenti. Il pensiero torna inevitabilmente a Solferino e a quelle parole che accompagnarono l'intuizione di Henry Dunant:
«Tutti fratelli.»
Non significa cancellare le differenze o fingere che la guerra non esista. Todaro stesso era un combattente. Significa riconoscere che può arrivare un momento nel quale, davanti alla sofferenza e alla vita in pericolo, prima dell'avversario torna ad esserci l'uomo.
Ed è forse anche per questo che questa storia mi riporta a un titolo per me particolarmente importante: Sotto la stessa Croce.
Oggi quelle parole assumono qui un significato che va persino oltre il titolo di un libro. Perché sotto quella stessa Croce ci siamo anche Ivan ed io, con esperienze e percorsi diversi, ma uniti da valori che riconosciamo entrambi. E forse non è un caso che proprio uno di questi valori emerga con tanta forza dalla storia che Ivan ha scelto di raccontare: anche nel momento in cui tutto sembra dividere gli uomini, può esistere ancora qualcosa capace di ricordare loro ciò che li accomuna.
Perché anche questo significa soccorrere la memoria: prendere una storia che merita di non essere dimenticata e rimetterla in cammino, affinché qualcun altro possa incontrarla, conoscerla e, magari, fermarsi per un momento a riflettere.
Grazie, Ivan.
Antonio Biancardi
Scripta Humanitas™
Soccorrere la Memoria
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